Pomarico News.
ANTONIO VIVALDI
“MUSICO VENETO” dalle origini lucane  
(ricerca a cura del Prof. Antonio Bonavista )       
                     

Nonostante tutte le ricerche e tutti gli studi su Antonio Lucio Vivaldi non si è ancora riusciti a rintracciare notizie dettagliate sulle radici del musicista. E’ certo, ad ogni modo, che il padre non è di origine genovese ma bresciana e la madre è di origine pomaricana.
Le antiche biografie vivaldiane hanno tentato di spiegare lo straordinario estro e l’incredibile fantasia di Vivaldi. Nel 1963 lo studioso anglotedesco Emil Paul, dopo la conclusione delle sue ricerche, comunicò i risultati delle sue scoperte, unitamente alle notizie sulla famiglia Vivaldi (Primo Seminario Internazionale su Vivaldi, che si tenne a Bruxelles il 16 dicembre 1963).
L’atto di nascita di Antonio Vivaldi, ritrovato da questo ricercatore negli archivi veneziani, conferma le congetture dei precedenti studiosi che ne avevano fissato i natali fra il 1675 e il 1678. Il libro dei Battesimi dell’anno 1678 della parrocchia di San Giovanni di Bràgora, scoperto per merito di Paul, serve a troncare ogni dubbio sull’anno in cui nacque il musicista.......
............La vita del compositore è scarsamente documentata poiché nessun biografo si è occupato di ricostruire approfonditamente le sue radici. Numerose lacune ed inesattezze falsano la sua biografia; alcuni periodi della sua vita rimangono completamente oscuri, come la sua infanzia. Si è fatto riferimento, quasi sempre alle rare testimonianze dirette dell’epoca e ad alcuni manoscritti e documenti di altra natura ritrovati in diversi archivi in Italia e all’estero. Per molti anni si è ricercato affannosamente il nome della madre del violinista. Solo ultimamente recenti studi hanno evidenziato che Antonio Vivaldi è il primogenito di Giovanni Battista (Brescia 1655 – Venezia 1736) e Camilla Calicchio (Venezia 1655 – 1728); di famiglia bresciana lui, di origine lucana lei........
............Giovanni Battista e Camilla erano coetanei. I Calicchio, che abitavano in Campo della Bràgora in Ca’ Salomon, nel 1650 erano giunti da Pomarico, paese del materano (Vio Gastone, sulla rivista Informazioni e Studi Vivaldiani, Antonio Vivaldi prete, 1980; Egidio Pozzi, Antonio Vivaldi, Lepos, Palermo 2007;Gianfranco Formichetti, Venezia e il prete col violino. Vita di Antonio Vivaldi, Milano, marzo 2006). Il padre della sposa, Camillo (Pomarico 1628 – Venezia 1676), era un sarto della parrocchia di San Giovanni in Bràgora.....
                                                     Prof Antonio Bonavista.

Ultimo aggiornamento: 7/8/2010

Dopo ulteriori ricerche d'archivio effettuate, riteniamo utile puntualizzare alcuni dati relativi alla famiglia materna di Antonio Lucio Vivaldi. Di Camilla Calicchio(1655-1728), madre di Antonio, sappiamo che era figlia di Camillo e Joannetta Temporini, di Andrea. Camillo Calicchio, originario di Pomarico(mt), era nato nel 1628. Suo padre si chiamava Giuseppe; era arrivato a Venezia nel 1650 e il 12 ottobre di quell'anno,nella parrocchia di Sant'Agnese, si era sposato con Zanetta Temporini (Archivio della Parrocchia santa Maria del Rosario,Registri canonici della soppressa parrocchia di sant'Agnese,Matrimoni, Registro VI, c.216), dalla quale, il 24 settembre 1651, nacque il primogenito Salvatore, battezzato il 2 ottobre successivo nella parrocchia di santa Maria Nova (Archivio Parrocchiale di s.Canciano, Registri canonici della soppressa parrocchia s.Maria Nova, Battesimi,Registro 1577-1770, p.704). Appare importante evidenziare che nel libro dei "Matrimoni forensium",custodito presso l'Archivio della Curia Patriarcale veneziana (Registro 1649-1651, cc.556-559) é annotato che, il 4 ottobre 1650, il Calicchio si presentò alla Curia con due testi per la prova del suo "stato libero" : un compaesano ed un sacerdote di Fasano, don Francesco Gilialus. Si apprende infine, che il Calicchio, prima di trasferirsi a Venezia, a quanto risulta dalle deposizioni prestate nell'occasione, era stato a Fasano per sei mesi "per fare scuola",ed a Fasano c'era un certo don Francesco Rossi,non si capisce bene se fosse zio del teste o del nubendo. Nel registro sono uniti due importantissimi documenti dell'epoca: l'attestazione dello stato libero dello sposo rilasciata "dal Sindaco ed eletti dell"Università della terra di Pomarico",datata 2 maggio 1650,e l'attestazione delle avvenute pubblicazioni canoniche per il matrimonio da contrarre, nella chiesa matrice di Pomarico "senza opposizioni" (     1          continua).

                        Prof.ANTONI0 BONAVISTA
OMAGGIO A VIVALDI
Nei giorni scorsi, presso il palazzo della Provincia veneziana, il prof.Antonio Bonavista ha incontrato Mauro Boscoli e Nicola Marino, rispettivamente presidenti dei consigli provinciali di Venezia e Matera, per concordare eventuali forme di collaborazione tra le due province in vista della "SETTIMANA MUSICALE VIVALDIANA", in programma a Pomarico dal 28 luglio al 4 agosto 2009.
Nella stessa occasione Bonavista, ha incontrato Giovanna Clerici, responsabile della segreteria dell' ISTITUTO ANTONIO VIVALDI all"Isola di s.Giorgio Maggiore, per illustrare gli obiettivi e le finalità delle manifestazioni in programmazione nella cittadina lucana . Nelle prossime settimane, Bonavista, incontrerà anche il direttore Francesco Fanna per  trasferire a Pomarico la mostra documentaria "ANTONIO VIVALDI E IL SUO TEMPO" (a cura di Maria Teresa Muraro) e per concordare forme di proficua collaborazione. Il prof.Bonavista, dopo aver visitato il Museo della Musica, allestito  nella chiesa di s.Maurizio in Campo Santo Stefano, ha incontrato il collezionista Arturo Versari per portare a Pomarico una splendida ed interessante esposizione di antichi strumenti musicali  che illustrerà cinque secoli di liuteria italiana. Lo stesso Bonavista,infine, ha  assistito al Concerto "Vivaldi's Four Seasons" dei "Virtuosi di Venezia",presso l'Ateneo s.Basco in piazza s.Marco, al concerto degli "Interpreti Veneziani", nella chiesa di s.Vidal e alla spendida esibizione, nel prestigioso salone capitolare di s.Teodoro, dei "Musici Veneziani",orchestra e cantanti in costumi del XVIII secolo. L'auspicio, é quello di poter presto ascoltare questi valenti maestri di cultura vivaldiana anche nelle sontuose chiese barocche di Pomarico.
Pomarico, 30 marzo 2009                     (A.B)
ALTRE N0TIZIE... SU CAMILLO E CAMILLA CALICCHIO. 
I Vivaldi, giunti da Brescia, erano conosciuti in città  come "Rossi", per via del colore dei capelli assai poco comune a Venezia.  Giovanni Battista Vivaldi, barbiere "soto paron" nella bottega di Antonio Gandolfi, nella parrocchia di s.Martino, amava sistemare anche i capelli alle ragazze del quartiere.
Fu proprio andando a casa del "sartor" Camillo Calicchio e di Zanetta Temporini in Campo della Bràgora  in Ca' Salomon, che incontrò la loro figlia,cui avevano dato lo stesso nome del padre Camilla.  Calicchio ai primi del 1650 era arrivato a Venezia dal meridione e più precisamente da Pomarico in Basilicata, dove nacque nel 1628. Suo padre si chiamava Giuseppe.
Prima di arrivare in laguna, Camillo, era stato a Fasano per sei mesi "per far scuola". Sperava di far fortuna come sarto a Venezia; invece,non ancora cinquantenne, si ammalò e morì "de spasmo", che sommariamente indicava : spavento e convulsioni. Camillo e Zanetta avevano  anche un figlio primogenito, Salvatore, nato il 24 settembre 1651 e  battezzato il 2 ottobre di quell'anno nella parrocchia di santa Maria Nova. Camilla (1655-1728) non era bella, ma nemmeno brutta, a parte il naso un po' importante; era vivace con due occhi neri intelligenti,con le caratteristiche di una "tosa" più meridionale che veneziana. Giovanni Battista era stato colpito dal fatto che, mentre la pettinava,Camilla, amava canticchiare le ironiche canzoni da "batelo" che aveva imparato ascoltandole sulla Riva, quando al tramonto le barche di fidanzati partivano per una gita in laguna. Con una vocina aggraziata intonava "Sento che el cuor me manca" oppure "Sento svegiarme in  peto"... Era stato colpito dalla grande sensibilità della ragazza. Giovanni Battista suonava bene il violino: l'aveva imparato a suonare dal maestro di cappella di s.Marco Giovanni Domenico Paternio che era membro del capitolo della parrocchia di s.Martino. In casa Calicchio tra una suonata e l'altra pare fosse riuscito a incantare Camilla tanto che ne nacque un grande amore; un vero e proprio colpo di fulmine. Giovanni Battista e Camilla erano coetanei cosicché appena compiuti i 21 anni, decisero di sposarsi, anche perché  improvvisamente a Camilla era morta la madre.  La mattina dell'11 giugno si unirono in matrimonio nella chiesa di s.Giovanni in Bragora. Correva l'anno 1676 e i due sposi si sistemarono nella casa ormai vuota di Campo de La Bràgora, a due passi dalla bottega da "barbier" e a cinque minuti dai forni militari dell'Arsenale, dove veniva preparato il pane biscottato per i navigli della Repubblica e, dove il fratello Agostino aveva trovato lavoro assieme ad Antonio Casara, che la vedova Margherita Vivaldi aveva allattato.                                      ( Prof. A.Bonavista)                               
  Pomarico 31 marzo 2009                                                                       (  2   continua )
SETTIMANA DI CELEBRAZIONI VIVALDIANE
20 - 21 - 22  -23  AGOSTO 2009
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